Endoftalmite post-chirurgica

Una grave complicanza oculare

L’endoftalmite post-chirurgica è una complicanza oculare rara ma estremamente grave, che può verificarsi dopo un intervento chirurgico all’occhio. Si tratta di un’infiammazione o infezione delle strutture interne dell’occhio, come il vitreo e la retina, causata solitamente da batteri o, meno frequentemente, da funghi. Sebbene i progressi nelle tecniche chirurgiche e nella profilassi antibiotica abbiano ridotto la sua incidenza, l’endoftalmite rimane una delle preoccupazioni maggiori per i chirurghi oculisti e per i pazienti.

Cos'è l'endoftalmite post-chirurgica?

È un’infezione o infiammazione acuta (che compare rapidamente) o cronica (più persistente e a lento decorso) che colpisce le cavità interne dell’occhio, principalmente il bulbo vitreo (il gel trasparente che riempie la parte posteriore dell’occhio) e le strutture retiniche. La causa più comune è l’ingresso di microrganismi, in genere batteri, all’interno dell’occhio durante o dopo un intervento chirurgico.

Quando si verifica e quali interventi sono a rischio?

L’endoftalmite post-chirurgica può manifestarsi a seguito di qualsiasi intervento che prevede l’apertura del bulbo oculare. Tuttavia, è più frequentemente associata a:

Chirurgia della cataratta

È la causa più comune, data l’elevata frequenza di questo intervento. Sebbene il rischio sia basso (circa 0,05-0,1% nei paesi sviluppati), il grande numero di procedure eseguite la rende la principale causa di endoftalmite.

Iniezioni intravitreali

Queste iniezioni sono sempre più utilizzate per trattare patologie retiniche come la degenerazione maculare senile o la retinopatia diabetica. Anche se il rischio per singola iniezione è estremamente basso, la loro frequenza elevata contribuisce a un numero crescente di casi.

Vitrectomia

L’intervento di vitrectomia comporta un rischio leggermente superiore rispetto alla chirurgia della cataratta a causa della complessità della procedura.

Chirurgia del glaucoma e trapianto di cornea

Anche questi interventi, seppur meno frequentemente, possono essere associati allo sviluppo di endoftalmite.

Recupero della vista

Il giorno successivo

Dolore

Assente

Recupero Completo

4/5 giorni

Sintomi da non sottovalutare

I sintomi dell’endoftalmite acuta post-chirurgica di solito compaiono entro 2-7 giorni dall’intervento e possono includere:

  • Dolore oculare intenso e progressivo: questo è spesso il sintomo più significativo e non dovrebbe essere ignorato.
  • Marcato arrossamento dell’occhio: l’occhio diventa molto più rosso del normale rossore post-operatorio.
  • Diminuzione improvvisa e grave della vista: la visione può offuscarsi drasticamente.
  • Gonfiore delle palpebre: le palpebre possono apparire gonfie e infiammate.
  • Sensibilità alla luce (fotofobia): la luce può causare disagio.
  • Ipopion: un accumulo di pus nella parte inferiore della camera anteriore dell’occhio (visibile come un livello biancastro).
  • Opacizzazione del vitreo

Diagnosi e trattamento: fondamentale agire con urgenza e precisione

La diagnosi tempestiva e il trattamento immediato sono cruciali per tentare di salvare la vista.

Diagnosi

il medico effettuerà un esame oculistico approfondito, che include l’esame del fondo oculare. Spesso è necessario prelevare campioni di liquido dall’interno dell’occhio (vitreo e/o umore acqueo) per l’analisi microbiologica (coltura e test di sensibilità agli antibiotici) al fine di identificare il microrganismo responsabile.

Trattamento

Il trattamento standard prevede:

  • Iniezioni intravitreali di antibiotici: Vengono iniettati direttamente nell’occhio per combattere l’infezione.
  • Antibiotici sistemici: in alcuni casi, possono essere somministrati anche antibiotici per via orale o endovenosa.
  • Corticosteroidi: possono essere usati per ridurre l’infiammazione, ma con cautela.
  • Vitrectomia: in casi gravi o se la risposta agli antibiotici non è sufficiente, può essere necessaria una vitrectomia chirurgica per rimuovere il vitreo infetto e iniettare gli antibiotici direttamente.

Prevenzione: il ruolo cruciale dell'oculista

La prevenzione dell’endoftalmite è una priorità assoluta per ogni professionista sanitario coinvolto in procedure oculari. Il successo nella riduzione del rischio dipende dall’adesione rigorosa a protocolli e accorgimenti specifici:

  • Aderenza a protocolli di sterilità rigorosi: il chirurgo e il team operatorio devono seguire scrupolosamente le linee guida per la sterilizzazione degli strumenti, la preparazione del campo operatorio e l’igiene delle mani. Ogni aspetto è cruciale per prevenire la contaminazione.

  • Disinfezione pre-operatoria dell’occhio: prima di ogni intervento, il medico deve disinfettare la superficie dell’occhio e le aree circostanti con soluzioni antisettiche, 

  • Profilassi antibiotica: a seconda dei protocolli e delle linee guida, il chirurgo può decidere di somministrare antibiotici come colliri antibiotici pre-operatori; fare iniezioni intracamereali di antibiotici; usare antibiotici post-operatori: colliri o, in casi specifici, antibiotici orali.

  • Valutazione clinica accurata: prima di un intervento chirurgico, il medico valuta attentamente lo stato di salute dell’occhio del paziente. 

  • Tecniche chirurgiche meticolose: il chirurgo si impegna a eseguire l’intervento con la massima precisione e attenzione, riducendo al minimo il trauma ai tessuti e chiudendo accuratamente le incisioni. 

Chi è a Rischio di Glaucoma? Fattori da Considerare

Conoscere i fattori di rischio è cruciale per la prevenzione:

  • Età: Il rischio aumenta significativamente dopo i 40-60 anni.
  • Familiarità: Se hai parenti stretti affetti da glaucoma.
  • Pressione intraoculare elevata: Anche se non è glaucoma, è un fattore di rischio maggiore.
  • Origine etnica: Alcuni gruppi etnici (es. afro-americani, ispanici) hanno un rischio maggiore.
  • Miopia elevata.
  • Diabete.
  • Uso prolungato di corticosteroidi (in colliri o per via sistemica).
  • Precedenti traumi oculari o interventi chirurgici all’occhio.