Trombosi venose retiniche

Quando un vaso sanguigno blocca la tua vista

Le trombosi venose retiniche sono una delle cause più comuni di perdita della vista dovuta a problemi vascolari della retina. Si verificano quando una delle vene che drenano il sangue dalla retina si occlude a causa di un coagulo (trombo). Questo blocco impedisce il normale flusso sanguigno, causando un accumulo di sangue e fluidi nella retina, che può portare a gonfiore, emorragie e, in casi gravi, alla crescita di nuovi vasi anomali.

Cos'è la trombosi venosa retinica?

Una trombosi venosa retinica è, in sostanza, un “ictus” dell’occhio. Le vene retiniche, come piccoli fiumi, raccolgono il sangue dalla retina e lo portano via verso il nervo ottico. Quando una di queste vene si blocca, il sangue e il liquido non possono più defluire, causando un ristagno. Questo ristagno provoca:

  • Emorragie: fuoriuscita di sangue dai vasi danneggiati.
  • Edema: accumulo di liquido nel tessuto retinico, in particolare nella macula (la parte centrale della retina).
  • Ischemia: la retina non riceve abbastanza ossigeno a causa del rallentato flusso sanguigno.

A seconda della vena coinvolta, si classificano in:

Occlusione della vena centrale della retina

È il blocco della vena principale che drena l’intera retina. Tende a causare una perdita della vista più estesa e grave, poiché l’intera retina è compromessa.

Occlusione di branca venosa retinica

È il blocco di una delle vene più piccole (una “branca”) che drenano solo una parte della retina. I sintomi e la perdita della vista sono limitati all’area interessata, rendendo la prognosi solitamente migliore rispetto all’OVCR.

Cause e fattori di rischio

Le trombosi venose retiniche si verificano più frequentemente in persone con determinate condizioni mediche. Il coagulo si forma spesso dove un’arteria retinica incrocia e comprime una vena retinica.

I principali fattori di rischio includono:

  • Ipertensione arteriosa (pressione alta): è il fattore di rischio più comune e significativo. La pressione alta danneggia le pareti dei vasi sanguigni, favorendo la formazione di coaguli.
  • Diabete mellito: può danneggiare i vasi sanguigni in tutto il corpo, inclusa la retina.
  • Iperlipidemia (colesterolo alto): contribuisce all’aterosclerosi e all’indurimento delle arterie.
  • Glaucoma: l’aumento della pressione intraoculare può comprimere i vasi sanguigni all’interno dell’occhio, rendendoli più vulnerabili all’occlusione.
  • Malattie cardiovascolari: condizioni come l’aterosclerosi o precedenti ictus.
  • Età avanzata: il rischio aumenta con l’età.
  • Disturbi della coagulazione del sangue: condizioni che aumentano la tendenza del sangue a coagulare (es. trombofilia).
  • Fumo: danneggia i vasi sanguigni.

Recupero della vista

Il giorno successivo

Dolore

Assente

Recupero Completo

4/5 giorni

I sintomi delle trombosi venose retiniche

I sintomi di una trombosi venosa retinica compaiono tipicamente in modo improvviso e indolore. La gravità e l’estensione dei sintomi dipendono dalla dimensione e dalla posizione della vena occlusa.

I sintomi più comuni includono:

  • Improvviso offuscamento o perdita della vista: può variare da un leggero annebbiamento a una grave perdita visiva, parziale o totale, nell’occhio colpito.
  • Visione distorta (metamorfopsie): le linee rette possono apparire ondulate.
  • Macchie scure o filamenti fluttuanti (“mosche volanti”): causate dalla presenza di sangue nel vitreo.
  • Dolore o pressione all’occhio: meno comune, ma può verificarsi se si sviluppano complicanze come il glaucoma neovascolare.

Poiché la condizione non è dolorosa, è fondamentale prestare attenzione a qualsiasi cambiamento improvviso della vista.

Complicanze a lungo termine

Se non trattate, le trombosi venose retiniche possono portare a complicanze gravi:

  • Edema maculare cronico: il gonfiore persistente della macula è la causa principale di perdita della vista a lungo termine.
  • Ischemia maculare: la mancanza cronica di ossigeno nella macula può causare un danno permanente.
  • Neovascolarizzazione: la retina, in risposta all’ischemia, può sviluppare vasi sanguigni nuovi e fragili. Questi vasi possono sanguinare (emorragia vitreale) o causare un glaucoma neovascolare, una forma aggressiva di glaucoma che aumenta rapidamente la pressione intraoculare e può portare a cecità.
  • Distacco di retina trazionale: la cicatrizzazione associata alla neovascolarizzazione può tirare la retina, causando un distacco.

Diagnosi e trattamento

Una diagnosi tempestiva è cruciale per minimizzare il danno alla vista e prevenire complicanze.

Diagnosi

L’ oculista effettuerà:

  • Esame del fondo oculare: con dilatazione della pupilla, per visualizzare le emorragie, l’edema, i vasi dilatati e tortuosi e i segni di ischemia.
  • Tomografia a coerenza ottica (oct): essenziale per valutare la presenza e l’entità dell’edema maculare, misurare lo spessore retinico e monitorare la risposta al trattamento.
  • Angiografia a fluorescenza (fa): prevede l’iniezione di un colorante nel braccio che evidenzia i vasi bloccati, le aree di non perfusione (ischemia) e la presenza di neovasi o perdite di fluido.

Parallelamente, è fondamentale che il medico di base e gli specialisti pertinenti (es. cardiologo, diabetologo) valutino e gestiscano i fattori di rischio sistemici del paziente (es. ipertensione, diabete).

Trattamento

L’obiettivo del trattamento è ridurre l’edema maculare, prevenire la neovascolarizzazione e preservare la vista. Le opzioni includono:

  • Iniezioni intravitreali di farmaci anti-vegf: questi farmaci (come Ranibizumab, Aflibercept e Bevacizumab off-label) sono la terapia di prima linea per l’edema maculare nelle TVR. Bloccano una proteina che stimola la crescita e la fuoriuscita dai vasi, riducendo il gonfiore e migliorando la vista. Sono spesso necessarie iniezioni multiple.
  • Iniezioni intravitreali di corticosteroidi: farmaci come il desametasone impiantabile possono essere usati per ridurre l’infiammazione e l’edema maculare, in alternativa o in combinazione con gli anti-VEGF, in base al singolo caso.
  • Laser fotocoagulazione (laser a griglia o panfotocoagulazione): può essere utilizzata per trattare l’edema maculare in alcuni casi di OBVR o per trattare le aree retiniche ischemiche nella RVO per prevenire la crescita di neovasi.
  • Vitrectomia: in rari casi, se si verificano gravi emorragie vitreali o complicanze come il distacco di retina trazionale, può essere necessaria la chirurgia per rimuovere il sangue o il tessuto cicatriziale.

Gestisci i fattori di rischio, proteggi i tuoi occhi

Le trombosi venose retiniche sono un campanello d’allarme per la salute generale del tuo corpo, in particolare per il tuo sistema cardiovascolare. La chiave per prevenire e gestire questa condizione risiede nel controllo rigoroso dei fattori di rischio come pressione alta, diabete e colesterolo. Se noti un’improvvisa alterazione della vista, non esitare: contatta immediatamente il tuo oculista.

Una diagnosi e un trattamento tempestivi possono fare una differenza enorme nel preservare la capacità visiva.